
Anche in Bambole di Carne (Arcadia Ed 2008) è presente il tema del viaggio. Come dicevo, è un filo che corre in ogni storia.
Simon inizia il suo viaggio (ed entra nella nostra storia) quando viene gettato da un'auto in corsa.
Da quel momento, la sua vita continua a rotolare, dalla Città Alta, dove viene buttato come fosse immondizia, prima in una pentola, poi in una gabbia nei sotterranei di un convento.
Un giorno, però, Simon riesce ad emergere dal buio, in una fredda primavera, riesce a tornare alla luce, nella Città Bassa, come una piantina che, al primo raggio di sole, sboccia.
Non si può certo dire che sia fortunato, ma sicuramente Olivia è più sfortunata di lui, visto che lui fa il ladro e lei la prostituta.
La vita di Simon subisce una improvvisa impennata quando viene venduto a Milord e arriva in una enorme casa, per precipitare ancora quando si scopre che Milord è un pedofilo.
E in queste montagne russe, cosa cambia in Simon?
Cosa perde e cosa guadagna?
Il suo viaggio è particolare perché, nonostante quanto sembri, quello che ci interessa non è semplicemente seguire le sue vicissitudini, quanto ciò che in lui non cambia. Nonostante sia cresciuto in mezzo agli stenti, alle ingiustizie e alla violenza, cercando disperatamente amore, anche nelle persone sbagliate, Simon ha preservato la sua innocenza.
Non solo quella fisica, ma anche e soprattutto quella morale.
E' un viaggio anche questo?







